Per approfondire

La musicoterapia: approfondimenti

La musicoterapia è uno strumento

La musicoterapia è uno strumento

  • per crescere e incrementare le risorse personali a tutti i livelli dello sviluppo umano,
  • favorire la conoscenza di sè stessi e la comunicazione con gli altri,
  • è un mezzo per migliorare abilità appartenenti sia alla sfera cognitiva che affettiva,
  • e puntare allo sviluppo di una personalità armonica ed equilibrata.

L’approccio musicoterapico considera l’individuo come una unità di corpo-mente-spirito più che una somma di componenti fisiche e psichiche, e tende a favorire uno sviluppo globale e consapevole sia in presenza di patologie riconosciute che in individui cosiddetti 'sani'.

Cosa è

In cosa consiste la musicoterapia

Durante un percorso musicoterapico è possibile sperimentare e sviluppare le proprie capacità percettive e le modalità relazionali personali con l’ascolto di musiche di vario genere, con interpretazioni motorie libere o codificate dell’evento sonoro, e con l’esecuzione vocale o strumentale di brani musicali conosciuti o di libera improvvisazione, realizzata con l’utilizzo dei più diversi strumenti ritmici o melodici, senza dover necessariamente possedere competenze musicali specifiche.

Va sottolineato come il fine di queste attività non sia fare necessariamente buona musica, ma utilizzare la musica come mezzo espressivo e comprensivo con la finalità di migliorare la qualità della propria vita.

Nella pagina dedicata al Le attività vi sono informazioni specifiche sugli interventi e sulle iniziative dell'Associazione in ambito musicoterapico.

Mezzo per comunicare

Suono e musica come mezzo per comunicare emozioni

La musica è da sempre un mezzo per comunicare emozioni e stati d’animo a disposizione di tutti, solo nella nostra iperspecializzata società suona unicamente chi è musicista, mentre chi non lo è si limita ad ascoltare. In altre culture tutti suonano esattamente come tutti parlano e comunicano.

Il suono è il primo evento di carattere percettivo che l’uomo sperimenta all’inizio della vita mentre è ancora nel grembo materno. Inizialmente il suono è avvertito solo sotto forma di vibrazione, successivamente il feto percepisce il ritmo cardiaco proprio e quello della madre, e i suoni che provengono dall’esterno filtrati attraverso il liquido amniotico.

Va sottolineato quanto grande e suggestivo sia il messaggio musicale che, utilizzando un linguaggio preverbale, è piu’ arcaico sotto il profilo evolutivo, ma forse proprio per questo così potente e incisivo.

Musicoterapia e il disagio

La musicoterapia nel disagio sociale e psicosociale

Ogni espressione artistica ha il potere di esercitare un grande fascino; nello specifico della musica, tale fascino può acquisire caratteri di particolare coinvolgimento.
La musica è capace di far sperimentare emozioni intense caratterizzate da una forte attivazione motoria e sensoriale; in questo senso essa parla prima di tutto al nostro corpo e in secondo luogo alla nostra mente, è capace di farlo vibrare, risuonare, grazie agli aspetti costitutivi del musicale che sono strettamente e intimamente legati alla corporeità.

La musicoterapia, impiegata nell’ambito del disagio sociale e psicosociale (disturbi psichiatrici, tossicodipendenza, disturbi alimentari, alcolismo, carcere…) fa della musica uno strumento privilegiato al fine di favorire la presa di coscienza del proprio mondo emotivo ed ampliare le modalità comunicative ed espressive; inoltre, può raggiungere specifici obiettivi miranti al recupero del sé come persona, con i suoi relativi valori e con la sua dignità.

Gli obiettivi

Tra gli obiettivi della musicoterapia citiamo:

  • l’apertura dei canali di comunicazione
  • il favorire l’allentamento dello stato di tensione
  • la scoperta – riscoperta delle proprie potenzialità
  • lo sviluppo della percezione di sé e dell’altro
  • il favorire la socializzazione e la possibilità di raccontarsi e di esplorare i propri vissuti
  • la rielaborazione delle proprie emozioni
  • il recupero dell’autostima

Quindi la musicoterapia è

La Musicoterapia è quindi:

  • un processo, che richiede un intervento finalizzato, organizzato e regolare in cui il musicoterapeuta stabilisce obiettivi e segue una linea di condotta basata su questi obiettivi.
  • un processo interpersonale: ciò significa stabilire rapporti, creare contatti, definire ruoli, aiutare, condividere, attraverso interazioni musicali e non.
  • la fusione di musica e terapia, per cui il processo può essere definito anche come creativo (esplorazione, sperimentazione, possibilità di esprimersi attraverso la musica), artistico (possibilità di acquisizione di competenze musicali), e scientifico (raccolta dati, interpretazione, ecc.).

La Musicoterapia è inoltre un’attività interdisciplinare e, come tale, occupandosi e preoccupandosi della globalità dell’uomo, apre i più svariati canali di comunicazione, sia verbali che non verbali. Le attività coinvolgono perciò vari ambiti:

  • il corpo e il movimento
    musica - corpo - gesto corporeo: forma di esteriorizzazione del pensiero e delle emozioni; accrescere la consapevolezza delle possibilità espressive del proprio corpo
  • l’ascolto
    ascoltarsi per scoprire se stessi, ascoltare per entrare in relazione; acquisire una coscienza corporea: sensazioni che la musica, la voce, il canto, provocano in noi (funzione percettiva svolta non solo dall'orecchio, ma dal corpo nella sua globalità)
  • la vocalità
    voce ed identità personale: esplorazione della voce per scoprirne le caratteristiche (tono, intensità e timbro), le potenzialità espressive e comunicative; attività conoscitiva per prendere coscienza di sé e delle relazioni sempre mutevoli tra sé e l'ambiente circostante

Presso il Laboratorio di Musicoterapia Kalycantus di Vercelli, si svolgono incontri di musicoterapia di gruppo nell’ambito dei disturbi psichiatrici e della tossicodipendenza; vengono anche realizzate attività musicoterapiche nel campo dei disturbi alimentari in collaborazione con alcuni servizi ospedalieri della Regione Piemonte.

Terapia e musica

Terapia e musica

A partire dalla metà degli anni Settanta, in Italia si svolgono ricerche sulla possibilità di impiegare la musica quale strumento di terapia, seguendo la corrente di studi precedenti, già diffusi negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in molti paesi dell’Europa ( Germania, Svezia…).
Nasce la prima Scuola Quadriennale di Musicoterapia, presso la “Pro Civitate Christiana” di Assisi. Si tratta di un corso privato di specializzazione per persone che operano nell’ambito della salute (medici, psicologi, educatori…) e della musica (musicisti, insegnanti di musica).
Con il contributo di insegnanti e studenti di tale scuola, si va diffondendo anche in Italia una vera e propria disciplina scientifica, la musicoterapia, che all’estero è già diffusamente accreditata ed impiegata (cfr. World Confederation of Music Therapy).
Essa fa parte delle “Arti-terapie”, le quali si servono di un elemento di mediazione di tipo artistico (il disegno, la musica, la danza…) per realizzare un percorso psicoterapeutico.
Viene applicata sia nell’ambito preventivo, sia in quello educativo (ad esempio la scuola), sia in quello strettamente terapeutico (nei centri diurni dei servizi di salute mentale e nei reparti di psichiatria, nei centri ANFFAS per persone disabili…).
Nel campo della psicologia infantile, la musicoterapia trova un’applicazione particolarmente indicata nei casi in cui il linguaggio verbale non è presente oppure è prevalente una modalità di comunicazione più arcaica ( situazioni di handicapp, disturbi del linguaggio, disturbi generalizzati dello sviluppo…).
La musica (intesa in senso ampio come “mondo sonoro-musicale” che ci circonda) entra a far parte del percorso di strutturazione della mente umana, contribuendo a costruire l’identità di ogni singola persona. Proprio per questo, quando vi sono difficoltà nei processi di costruzione del Sé, essa può venire utilizzata come via di comunicazione non verbale e come stimolo nella formazione dell’identità personale.

Musica e Terapie infantili

Musica e Terapie Infantili

In base agli studi psicoanalitici più attuali (cfr. Teoria delle Relazioni Oggettuali, studi sulla costruzione del “Senso del Sé” di D. Stern, contributi della Psicologia dello Sviluppo e dell’Infant Reserch…), la costruzione della mente umana avviene all’interno del contesto relazionale.
Secondo gli studi di Stern, la “sintonizzazione affettiva” tra madre-bambino, che è il meccanismo principale di evoluzione e crescita, comprende anche alcuni aspetti che sono propri del suono e della musica (l’intensità, il tempo, la forma).
La relazione, le emozioni, le comunicazioni tra la madre ed il bambino hanno in sé delle forme di espressione che sono presenti anche nel suono e nella musica. In forza di tali caratteristiche, la musica può essere impiegata quale mezzo di comunicazione e di stimolo all’interno di un progetto terapeutico.
Gli obiettivi più specifici dei singoli trattamenti vengono formulati in seguito ad una fase osservativa, e sono oggetto di verifica e di riformulazione costante.
Gli aspetti relazionali e psicoterapici sono oggetto di valutazione e di supervisione con personale autorizzato e in possesso delle necessarie competenze, secondo le regole professionali.

 

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