Metodo Fux

Una danza per conoscersi meglio e incontrare gli altri.

Maria Fux

Maria Fux propone una danza per conoscersi meglio e incontrare gli altri:

  • per ogni età della vita:
    Quando siamo bambini abbiamo bisogno di muoverci, perché muovendoci esprimiamo la nostra voglia di ridere, di piangere o di giocare.
    Mentre cresciamo il nostro corpo, per i tabù di una civilizzazione che corrompe il nostro bisogno d’espressione, perde sempre di più il desiderio di mobilità.
    Ma come sarebbe meraviglioso se sapessimo comunicare con il corpo, stimolati dal desiderio di esprimerci attraverso la musica, o senza questa, facendo del corpo uno strumento di comunicazione tra quello che vogliamo fare, tra quello che possiamo fare e tra quello che scarichiamo per poter esprimerci. 

  • per il non udente: Il silenzio può essere danzato
    Ogni movimento proiettato nello spazio ha il suo ritmo, anche se realizzato senza musica. Ognuno produce ritmo in maniera diversa, personale e creativa.
    Esprimersi attraverso il corpo è come parlare.

  • per il non vedente: Incontro con l’espressività addormentata
    “Il primo passo fu quello di ispirar loro fiducia nello spazio che non potevano vedere.
    Man mano che approfondivamo la reciproca conoscenza e i non vedenti acquistavano fiducia
    in se stessi e nello spazio in cui si muovevano si osservava ancor di più la loro emozione ed allegria.
    I loro corpi rigidi all’inizio diventarono flessuosi, si abbandonarono al ritmo interno e alla loro
    fondamentale necessità, rimasta sopita per lunghi anni, di muoversi.
    I volti rispecchiavano quanto il loro corpo, improvvisamente, rivelava loro e man mano cambiavano espressione.”

  • per chi non può muoversi:
    Maria balla per i poliomelitici dell’Ospedale Ferrer di Buenos Aires mentre loro l’accompagnano con il canto.
    Quella notte (…) sognai di trovarmi in un polmone d’acciaio e che il mio corpo era inerte, sentii la durezza del metallo sul mio corpo e l’impossibilità di muovermi.
    La mattina seguente (…) mi dissero che quella stessa notte i malati avevano sognato che i loro corpi si muovevano e danzavano.”

  • per l'handicap psichico:
    Una mamma racconta ...
    "Mia figlia Marta di 14 anni è affetta da una malattia genetica chiamata sindrome di Turner. (…) Inoltre ha solo il 30 % di residuo visivo ed una capacità intellettiva assai limitata.
    Tre anni fa manifestò il desiderio di danzare, desiderio da noi rimandato perché timorosi di un’eventuale frustrazione visto il limite delle sue capacità.
    La scelta fu per la scuola di Maria Fux, visto il suo lavoro con i non vedenti e i non udenti.
    Mia figlia si sente immensamente felice. E’ stata inserita in un gruppo di bambine senza problemi, si è integrata molto bene ed aspetta con ansia il giorno delle lezioni e, al termine di ciascuna, mi dice che niente nella vita le piace tanto come danzare.”

 

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